Il Match del look presidenziale 1/3: viaggio negli USA
Si può esercitare il potere vestito come un uomo qualunque? L'abito del potere è una sottigliezza che non data da oggi, e il look presidenziale è un gioco che bisogna affrontare con finezza. Codificato, analizzato, decifrato e scrutato, l'abbigliamento dei detentori del potere è uno specchio delle ambizioni politiche, ma anche delle radici tradizionali e culturali, e il minimo passo falso viene notato. Con l'evoluzione dei costumi politici e dell'etichetta, il vestito presidenziale si è poco a poco liberato del suo fasto e della sua pompa di un tempo, e ciò che conta ora è apparire più vicino a un civile qualunque.
Tuttavia, l'importanza dell'abbigliamento del potere è sempre attuale, e la cravatta, ad esempio, resta l'elemento essenziale all'immagine dell'autorità. Dettaglio puramente estetico, la cravatta riflette, attraverso le sue sfumature e i suoi stili, un comportamento, una personalità, persino un'ambizione. Utilizzate per mostrare la propria differenza o restare nel gruppo, la cravatta è il simbolo di una consapevolezza del ruolo politico, l'uniforme politica.
Così, l'arte del look presidenziale e la scelta di una cravatta felice costituisce una delle sfide principali dell'apparenza politica presso il popolo che si rappresenta ma anche presso le altre nazioni. Ma chi riesce meglio a cogliere queste sfide? Quali grandi personaggi politici hanno saputo in questo modo segnare i ricordi con il loro stile? Quali sono i grandi garanti del look presidenziale?
Gli Americani: John F. Kennedy (1961 – 1963): l'icona John F. Kennedy, icona assoluta per gli Americani, ha saputo instaurare il look «sixties» e segnare per sempre la storia della moda con la sua eleganza naturale e il suo chic casual quotidiano. I suoi celebri Wayfarer, le sue cravatte slim e il suo completo a due bottoni ne sono diventati il riferimento degli anni 60.
Richard M. Nixon (1969 – 1974): i motivi L'espressione determinata e la postura conquistatrice, Nixon è la figura del politico americano ambizioso, che sa imporsi con la sua presenza. Questa gli è data in gran parte dalla sua scelta di completi, sobri e rigorosi, che addolcisce con il tocco chic e sofisticato di una cravatta a motivi a losanghe.
Gerald R. Ford (1974 – 1977): la cravatta patriottica Unico presidente a non essere mai stato eletto, Gerald R. Ford si presentava nelle foto ufficiali più spesso in completo blu scuro, camicia bianca immacolata e cravatta blu marino con righe rosse e bianche. Questo richiamo alla bandiera americana davanti alla quale posava aveva lo scopo di rafforzare la sua presenza e la sua credibilità agli occhi degli Americani, iscrivendosi al contempo in un patriottismo marcato.
Jimmy Carter (1977 – 1981): l'appassionato del motivo Alternando spesso i colori dei completi, Jimmy Carter è anche un appassionato del cambio di cravatta, e i suoi modelli si caratterizzano frequentemente per motivi marcati: righe bicolori larghe o sottili, pois piccoli e grandi, quadri larghi o motivo cachemire, l'ex presidente ama vestire i suoi completi semplici ed eleganti con un tocco di fantasia che fanno di lui un uomo dagli abbigliamenti originali e moderni.
Ronald W. Reagan (1981- 1989): il precursore Ex attore di cinema e avendo effettuato due mandati politici ben condotti, Ronald Reagan fu anche un precursore nell'universo della moda. Dopo aver rimesso in voga il «brown suit», ha introdotto un look denim cow boy nel guardaroba presidenziale. Sempre munito di una cravatta scura dai colori caldi (rosso bordeaux, marrone cioccolato…), Reagan sfoggia per ogni abbigliamento un fazzoletto dai toni chiari.
Bill Clinton (1993 – 2001): la padronanza dei colori Bill Clinton, durante il suo mandato, ha sempre saputo dimostrare di essere un uomo di gusto, e la sua padronanza perfetta dell'arte di scegliere la cravatta in funzione dell'occasione ha lasciato nei ricordi l'immagine di un uomo elegante. L'ex presidente sapeva infatti molto bene indossare la cravatta colorata e sgargiante nel modo più elegante possibile, e nella situazione più appropriata.
George W. BUSH: i segnali Per molti specialisti, il colore della cravatta sfoggiata in politica invia un messaggio molto chiaro. George W. Bush ne ha fatto uso molte volte, come nel novembre 2006 dopo aver perso il controllo del congresso: mostrandosi in un bel completo scuro, con la sua più bella camicia bianca e una cravatta giallo oro, Bush sottintendeva, secondo gli esperti: «Posso aver perso il congresso ma non rinuncio. Sono arrabbiato, resto sulle mie posizioni.»
Barack Obama: l'azzurro e le righe Rieletto nel 2012 per un secondo mandato contro Mitt Romney, il primo presidente nero degli Stati Uniti e premio Nobel per la Pace non fa mai passi falsi. Rinomato per la sua eleganza e adorato tra le altre cose per la sua figura vantaggiosa, Obama è fedele ai suoi marchi e ai suoi gusti e rimanda un'immagine al tempo stesso classica e cool. Le sue cravatte sono spesso sottili, pastello e unite nelle tonalità del blu, ma capita che il presidente americano abbandoni l'azzurro per un rosso vivo e patriottico.